L’internazionale francese, da fine agosto, gioca a Valenza. Una nuova vita che sembra dargli particolari soddisfazioni!

Nell’estate 2012, Geoffrey aveva solo 19 anni quando lascia il Lens per andare in Spagna per la prima volta. In appena qualche mese, a Siviglia, s’impone con brio grazie alla sua prestanza fisica abbinata ad una qualità tecnica superiore. Dopo continua a fare conoscenza con i vari campionati d’Europa, giocando due stagioni a Monaco ed un’altra all’Inter. Quest’ultima esperienza non lo ha pienamente soddisfatto e coglie l’opportunità per partire a Valenza, in prestito dal suo club con un’opzione d’acquisto. «Ho deciso di venire qui per tre motivi», ci spiega, “il progetto, il prestigio del club ed il feeling con l’allenatore.» Il clima di questa città mediterranea, ricco di vasti spazi naturali, certo non sembra dispiacergli neanche.

 

Per il momento, in ogni caso, la scommessa è più che vinta, visto che Geoffrey sembra aver trovato un ambiente in cui si sente a proprio agio ed una nuova sfida per la sua giovane carriera di calciatore.

 

In effetti, il giovane francese è uno dei principali artefici del formidabile inizio di campionato che ha fatto l’FC Valencia ai comandi di Marcelino Garcia Toral: 9 vittorie sulle 13 prime partite di LIGA, nessuna sconfitta, 33 reti marcate (di cui 3 da Kondogbia) e solo 12 reti subite. Il club è attualmente in seconda posizione dietro il Barça, a casa del quale ha ottenuto un pareggio domenica 26 novembre! Non ci stupisce, quindi, che i dirigenti del Valencia, cerchino di ottenere la revoca dell’opzione d’acquisto che lo lega ancora all’Inter, per fargli firmare un contratto di 4 anni.

 

Al giorno d’oggi, i commentatori sportivi tessono commenti più che encomiastici: Geoffrey Kondogbia sta ritrovando il livello che lo aveva portato fino alla rosa della Nazionale Francese (in cui fu selezionato 5 volte). Ci si pone, quindi, già la questione, soprattutto a sei mesi dalla coppa del mondo in Russia: lo vedremo fare il grande ritorno con i Bleus? La risposta spetta a Didier Deschamps.