geoffrey kondogbia n&b

Sono nato nella Seine-et-Marne, a Nemours, il 15 febbraio 1993. Normalmente avrei dovuto fare i miei studi in un istituto commerciale, ma il destino mi ha orientato verso la carriera del calciatore. Ho cominciato prestissimo – pulcino – a giocare nel campo del Nandy (77). A dieci anni, ho portato la maglia dell’US Sénart-Moissy, prima d’integrare il Racing Club di Lens ed il suo centro di formazione nel 2004.

Secondo anno tra gli Juniores, per me è stato come ricominciare una nuova vita. Separato dalla mia famiglia, ho imparato molto: la disciplina, il rispetto per gli altri, per esempio, per le persone più anziane di me, la cultura del vincere… Il centro di formazione è diventato come una seconda famiglia. Le gioie del campo mi facevano dimenticare tutto. È stato un periodo in cui mi sono molto divertito.

Nella primavera 2010, ho firmato il mio primo contratto da professionista con i Sangue e Oro (la squadra di Lens)

L’allenatore Jean-Guy Wallemme si è rivolto a me per completare i propri effettivi dopo la ferita di Samba Sow e mi ha fatto entrare in campo all’84° minuto della partita contro il Lyon il 21 novembre, al posto di Toifilou Maoulida. Il campionato è finito con la retrocessione in Ligue 2, in cui ho giocato per tutto il campionato: 40 partite ed il mio primo gol, contro Tours.

Questi due anni rappresentano per me un bellissimo ricordo, perché sul piano personale mi sono realizzato e in più mi sono fatto conoscere, ma un brutto ricordo per la squadra. Avrei voluto dare di più ad una squadra che avrebbe avuto delle grosse difficoltà finanziarie. Prima del mercato estivo, ho saputo che il Lens non poteva più tenermi e dunque ho dovuto lasciare il Pas-de-Calais.

Volevo scoprire il calcio spagnolo. Ho avuto delle buone impressioni quando ho visitato le strutture del Siviglia e scoperto la loro politica e le loro ambizioni. E ho preferito Siviglia a Barcellona, firmando il mio trasferimento. Il campionato 2012 – 2013 mi ha dato molte soddisfazioni in tutti i campi. Sul piano sportivo, mi ricordo particolarmente il mio gol di testa contro il Granada e la mia prima partita in Coppa Europa contro il Wroclaw.

Ho avuto voglia di ritornare in Ligue 1, dopo l’occasione mancata con il Lens. Un’ambiziosa AS Monaco, di ritorno in Ligue 1 dopo la sua retrocessione, me ne ha offerto l’opportunità. In due anni, ho giocato 64 partite e marcato due gol. Nel 2014, con 80 punti – record del club – siamo stati i vice campioni di Francia, giusto dopo il PSG, dunque direttamente qualificati per la Champions, che avrei affrontato per la prima volta. Gioco le quattro partite preliminari, gli ottavi ed i quarti di finale. Segno anche un gol indimenticabile all’Emirates Stadium contro l’Arsenal. In tanti mi hanno designato come il «miglior giocatore della partita». Grazie a questa prestazione, ho avuto molte proposte dalla parte di grandi squadre europee.

Ho come ambizione quella di scoprire tutti i grandi campionati, anche se per questo dovessi prendere dei rischi. Sono veramente contento di essere all’Inter, per me è come un sogno. Quando ero piccolo ammiravo questa squadra in tivù … ed adesso ci gioco ed è mio dovere fare del mio meglio per restarci il più possibile !